Dare vita a un nuovo progetto o rinnovare comporta un impegno importante anche in termini economici. A tal fine, le Istituzioni nazionali e locali hanno messo in campo numerose iniziative per favorire l’imprenditorialità, soprattutto giovanile, e supportare le attività produttive già esistenti in un processo di rinnovamento e innovazione con particolare attenzione al risparmio energetico. Perché innovare significa crescere ma anche risparmiare e ottimizzare non solo costi e consumi ma anche i processi produttivi. Realizzare il tuo sogno o dare nuova vita alla tua attività commerciale non è mai stato così semplice.
Questi sono soltanto alcuni dei bandi e delle agevolazioni fiscali a cui potresti accedere grazie alla nostra consulenza.
La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha segnato un ritorno al passato, ripristinando il meccanismo dell’Iperammortamento in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta (4.0 e 5.0).
A differenza del credito d’imposta, l’iperammortamento non è uno sconto diretto sulle tasse da usare in F24, ma una maggiorazione del costo deducibile: paghi meno tasse perché dichiari al fisco costi più alti di quelli effettivamente sostenuti.
Ecco come funziona nel dettaglio per l’anno in corso:
Il costo fiscale del bene viene “gonfiato” in base a tre scaglioni di investimento (validi per acquisti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028):
Fascia di Investimento | Maggiorazione | Valore Fiscale Riconosciuto | Risparmio IRES stimato (24%) |
Fino a 2,5 milioni € | +180% | 280% del costo | 43,2% della spesa |
Da 2,5 a 10 milioni € | +100% | 200% del costo | 24% della spesa |
Da 10 a 20 milioni € | +50% | 150% del costo | 12% della spesa |
Questa è la differenza più grande rispetto agli anni passati: per poter beneficiare dell’iperammortamento 2026, i beni materiali devono essere prodotti in uno Stato membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia). È necessaria un’attestazione del produttore che certifichi l’origine del bene.
Per attivare l’agevolazione, l’impresa deve seguire un iter rigoroso:
Se l’investimento porta anche un risparmio energetico certificato (almeno 3% per la struttura o 5% per il processo), le aliquote base vengono potenziate:
Chi è escluso: Professionisti (P. IVA individuali), contribuenti in regime forfettario e imprese agricole (che hanno un credito d’imposta dedicato al 40%).
Cessione del bene: Se vendi il macchinario o lo trasferisci all’estero prima del termine del periodo di ammortamento, l’agevolazione decade e il risparmio va restituito.
Il bando “Più Artigianato” della Regione Siciliana è una delle misure più importanti per il sostegno alle imprese artigiane locali. Gestito dalla CRIAS (Cassa Regionale per il Credito alle Imprese Artigiane Siciliane), il bando è stato recentemente potenziato con un aumento significativo del contributo a fondo perduto. La procedura è a sportello (le domande vengono esaminate in ordine di arrivo), l’avviso indica come data di chiusura finale il 31 dicembre 2030, salvo previo esaurimento dei fondi.
Ecco come funziona nel dettaglio:
Il bando non eroga un prestito diretto, ma interviene su finanziamenti o leasing che l’impresa ha già stipulato (non oltre 6 mesi prima della domanda) con banche o intermediari. Le agevolazioni sono di tre tipi e spesso cumulabili:
Possono accedere le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che:
Il bando copre investimenti per un importo minimo di 5.000 € relativi a:
I beni devono rimanere nella disponibilità dell’impresa per almeno 3 anni dalla consegna e devono essere nuovi (non è ammesso l’usato).
Il bando “Sicilia Efficiente: meno consumi, più futuro” è una delle misure più importanti per le imprese siciliane nel 2026. L’obiettivo è finanziare la riqualificazione energetica e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Il termine per la presentazione delle domande è stato posticipato al 12 febbraio 2026 (ore 12:00).
Ecco una guida sintetica su come funziona:
Il bando è rivolto alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) con sede operativa o unità produttiva in Sicilia.
L’investimento deve garantire una riduzione di almeno il 30% dei consumi energetici o delle emissioni. Le spese finanziabili includono:
Il finanziamento è un contributo a fondo perduto calcolato sulle spese ammissibili (minimo €50.000, massimo €500.000):
Il programma Resto al Sud 2.0 (inserito nel Decreto Coesione 2024) rappresenta l’evoluzione della storica misura gestita da Invitalia. È stato pensato per dare una spinta ancora più forte all’autoimprenditorialità, con un focus particolare su giovani e aree svantaggiate.
Ecco i punti chiave per capire come muoversi:
La platea è più specifica rispetto al passato. Possono accedere:
Il bando copre l’avvio di nuove attività imprenditoriali e libero-professionali nei settori:
A differenza del vecchio bando che puntava molto sul prestito bancario, la versione 2.0 offre due percorsi principali a seconda dell’investimento:
Puoi usare i fondi per:
Trattandosi di fondi legati alla Politica di Coesione UE, la qualità del progetto conta quanto la velocità di invio. Non è solo un “click-day”, ma una valutazione di merito.
Il Fondo di Garanzia per le PMI (gestito da Mediocredito Centrale per conto del Ministero) è lo strumento con cui lo Stato “si fa garante” per la tua impresa nei confronti della banca.
Non è un prestito diretto del Ministero, ma una garanzia pubblica che sostituisce o integra le garanzie reali (come ipoteche o fideiussioni personali) che la banca solitamente richiede.
Ecco le regole e il funzionamento per il 2026:
L’impresa non riceve soldi dal Fondo, ma una copertura sul rischio:
Le percentuali variano in base alla finalità del prestito: